Come è diviso il territorio
La legge 157/92 ripartisce il territorio agro-silvo-pastorale in quote. Sono numeri che tornano in molte domande:
- protezione della fauna: tra il 20 e il 30 per cento; la superficie minima complessiva per Zone di ripopolamento e cattura, Oasi e Centri pubblici di produzione è il 20%, il massimo provinciale il 30%;
- gestione privata della caccia: al massimo il 15%;
- gestione programmata (art. 10): dal 55 al 65 per cento.
La Carta regionale delle vocazioni faunistiche è la delimitazione geografica dei territori con condizioni ambientali idonee alla riproduzione naturale delle specie selvatiche tipiche. La protezione e l'incremento della fauna si promuovono soprattutto istituendo ambiti protetti: Zone di ripopolamento e cattura, Oasi di protezione e Centri pubblici di produzione. Secondo la L.R. 8/94 sono proprio questi tre le "Zone di protezione della fauna selvatica". In via eccezionale e per motivi di particolare interesse faunistico si possono istituire divieti anche senza il consenso dei proprietari.
Gli Ambiti Territoriali di Caccia
Gli A.T.C. hanno compiti di gestione faunistica e organizzazione della caccia nel rispetto del territorio. Per cacciarvi bisogna essere iscritti all'A.T.C. in cui si vuole cacciare: senza autorizzazione nessuno può cacciare in un A.T.C.
Zone di ripopolamento e cattura (Z.R.C.)
- Sono un istituto pubblico, destinato alla riproduzione naturale della selvaggina necessaria a ripopolare altri territori, soprattutto per le specie stanziali.
- Sono delimitate da tabelle gialle con scritte nere; i confini certi si ricavano dalle tabelle e dall'atto amministrativo di istituzione.